WILD BILLY’S CIRCUS STORY

WILD BILLY’S CIRCUS STORY

WILD BILLY’S CIRCUS STORY (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Incisa nel 1973 e inclusa in The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle, Wild Billy’s Circus Story è una delle principali indiziate per il lancio di Bruce da parte della CBS come il nuovo Dylan. In realtà i primi due album mostrarono molto di più rispetto alla semplicistica ipotesi che Bruce volesse proseguire sulla strada tracciata dal menestrello di Duluth dieci anni più tardi. Ma, si sa, l’industria discografica vive di promozione e, in quel momento, era conveniente vendere questo ragazzotto del New Jersey come il nuovo cantore folk dell’America dei poveri e degli emarginati. Del resto Wild Billy è davvero molto dylaniana, anche per il modo trascinato in cui viene interpretata vocalmente da Bruce.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Bruce si imbatte in una delle suoi primi brani cantautorali, col racconto di un mondo tanto perdente quanto affascinante come quello di un circo itinerante e sgangherato. Risulta da subito abbastanza chiaro che il circo di Billy il Selvaggio non sia propriamente una fucina di dollari. Tra i personaggi che appaiono nel testo emerge anche una certa rassegnazione. Sembrano mancare la sintonia e l’armonia e prevalere i litigi, le invidie, i piccoli dispetti, persino la poca voglia di lavorare. Tra i figuranti di questo circo scalcinato risaltano in particolare quella del pagliaccio, che abbandona il circo e se ne torna a casa a piedi in Ohio con la sua valigia in mano, e quella del ragazzino a cui il padrone chiede se vuole salire a bordo per cercare fortuna.

Da Fellini a Bruce, dall’Italia al Midwest americano

Sembra di vedere I Clowns e La Strada di Fellini, girati proprio in quegli anni. Luoghi così lontani tra loro, ma la stessa mestizia, lo stesso destino di emarginazione. Wild Billy ha anche la caratteristica di essere l’unica dei primi due album, insieme a Mary Queen Of Arkansas, che si allontana dal New Jersey e viaggia verso ovest. Da questo punto di vista viene spontaneo fare un volo lirico di quarantasei anni. Pensi a Wild Billy e ai suoi miserabili lavoranti, gli aggiungi mezzo secolo di vita e li vedi ancora oggi, vecchi e ancora poveri, a portare in giro il carrozzone negli Stati dell’Ovest. Tradotto: come starebbe bene la storia del circo di Wild Billy tra gli affreschi di Western Stars!

The E Street Circus

Anche se non ci sono riferimenti diretti, non è difficile interpretare il circo di Wild Billy come una allegoria della stessa E Street Band. Una band già allora in perpetuo movimento, da una città all’altra, anche verso ovest. Il tendone del circo era sostituito da un palcoscenico. Bruce veniva da un primo album di scarso successo commerciale. Il secondo poteva essere già un’ultima spiaggia. Ecco che il circo di Wild Billy riprende la forma di una E Street Band che rischia la miseria. L’accordo di management con Mike Appel è capestro, di soldi non se ne vedono. Iniziano perfino i primi dissidi. David Sancious inizia a non approvare alcune scelte musicali. Vini Lopez è artisticamente e caratterialmente poco controllabile da Bruce. Lo stesso Danny Federici ha alcuni momenti di dissidio con il capo banda. Ma, pur con tutto questo, “Tutti a bordo, il Nebraska è la nostra prossima fermata.”

 

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Anche musicalmente ci sono affinità: non ci sono parti orchestrali, ma c’è comunque una dolce e malinconica canzone folk, nella quale emergono la fisarmonica di Danny Federici e la tuba che simula la tromba dell’elefante. Una curiosità: la tuba non è suonata da Clarence Clemons, come si potrebbe pensare, ma è accreditata a Garry Tallent in sostituzione della linea di basso.

LA STORIA DEL CIRCO DI WILD BILLY

Il macchinista scala la sua ruota panoramica come un valoroso, e il mangiatore di fuoco se ne sta in un mare di sudore vittima dell’ondata di caldo

Dietro il tendone una mano gli stringe le gambe sulla lama del mangiatore di spade

E il circo cittadino viaggia sulle onde corte

La pista si stende davanti come una grande aurora di plastica.

La donna cannone, Big Mama, Missy Bimbo è seduta sulla sua sedia e sbadiglia e l’uomo bestia è sdraiato nella sua gabbia annusando popcorn

Mentre il nano si lecca le dita e soffre per il disprezzo di Missy Bimbo

E’ nato il circo cittadino

Whoa, e con una rullata di tamburo vai ballerina avanti e indietro, facendo la ruota su quella corda tesa con un colpo di cannone un lampo accecante si muove attraverso il tendone.

Dannazione, mancherà il suo bersaglio

Oh Dio salva la palla di cannone umana.

E i fratelli volanti Zambini osservano Margarita che fa il suo numero di contorsionismo

E il presentatore fa contare insieme a lui la folla: “Novantacinque, novantasei, novantasette”

Una valigia scassata nella sua mano, silenziosamente si allontana dal circo

E l’autostrada è invasa dalle musiche del carnevale

Danzano come enormi fantasmi truccati nel vento

Un uomo in calzoni gonfi, una faccia triste, una smorfia folle sta correndo a casa in qualche piccola città dell’Ohio

Gesù, manda qualche buona donna a salvare tutti i tuoi clown

E il ragazzo del circo danza come una scimmia sul filo spinato e l’imbonitore flirta con una drogata, lei è giù di corda

E ora gli elefanti danzano davvero funky e l’orchestra suona come fosse scoppiato un incendio nella giungla

Il circo cittadino è al top dell’eccitazione

E il gigante Sansone solleva il piccolo nano Tiny Tim sulle sue spalle, lassù

E lo porta lungo il viale centrale oltre i ragazzi, oltre i marinai

Fino alla sua roulotte poco illuminata

E la ruota panoramica gira e gira come se non dovesse più fermarsi

E il padrone del circo si sporge, sussurra all’orecchio del ragazzino “Hey figliolo, vuoi tentare la grande scalata?”

Tutti a bordo, il Nebraska è la nostra prossima fermata

ROSALITA (COME OUT TONIGHT)

ROSALITA (COME OUT TONIGHT)

ROSALITA (COME OUT TONIGHT) (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

 

Pensi a Bruce Springsteen e ti vengono in mente le sue incredibili performance dal vivo. Cerchi una canzone che possa rappresentare al meglio questa sua meravigliosa capacità di mettere anima e corpo, musica e sudore sul palco, e non può che venirti in mente Rosalita (Come Out Tonight), la traccia n° 6 di The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle (1973). Una canzone già lunga nella sua versione in studio, diventa una maratona rock nelle arene e negli stadi con durate che possono superare i dieci minuti, considerato che Bruce vi ha anche spesso inserito la presentazione della E Street Band.

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 

Il testo ha certamente un’ispirazione autobiografica, non tanto per le scorrazzate che il protagonista e i suoi amici compiono nelle notti spensierate, quanto perché il ragazzo promette a Rosalita un futuro agiato, perché suona in una rock band e “perché una casa discografica mi ha appena dato un grosso anticipo”. Proprio quello che è successo a Bruce in quel miracoloso 1973.

 

LA PROMESSA DEL ROCK’N’ROLL

In pieno scontro generazionale, Rosie è tenuta sotto chiave dai suoi genitori (la cui provenienza ispanica, fervidamente cattolica, non aiuta) e il protagonista le si propone come colui che arriva a liberarla. È una dura battaglia però: la madre si tiene stretta la figlia e non vuole cacciarla tra la braccia di un rocker, il padre sa che lui è povero in canna e che non ha nessuna possibilità di dare un futuro alla figlia. Ma c’è una promessa, e questa promessa si chiama rock’n’roll.

 

I VINCENTI USANO LA PORTA

Diventano gloriosi i versi a chiusura della seconda strofa, che danno il senso dell’importanza di credere in qualcosa e provare a raggiungerla. A loro volta diventeranno una sorta di aforisma springsteeniano: “Le finestre sono per gli imbroglioni, i comignoli per i poveri, i gabinetti per gli impiccati, ma i vincenti usano le porte.” Per quanto detto sarebbe riduttivo considerare Rosalita solo come una festa rock da palco, ma è giusto riconoscerle anche un preciso spazio nella mastodontica produzione lirica di Bruce. Tra le altre cose è anche uno dei brani, insieme a Spirit In The Night, in cui appaiono più numerosi i personaggi generati dalla fervida immaginazione dell’autore. Nomi fantasiosi come Piccolo Dinamite, Piccola Pistola, Jack il Coniglio, Willie dal Ginocchio Debole, Sue la Sciatta e Billy dalle Ossa Grandi sono alcuni tra gli ormai mitici personaggi usciti dalla penna dell’allora “futuro del rock’n’roll“: Bruce Springsteen.

 

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

 

Rosalita è un rock intenso, tempo veloce, con richiami di musica ispanica in collegamento all’evidente origine della protagonista. Il New Jersey, del resto, è uno degli stati americani a maggiore presenza ispanica, in particolare cubani e portoricani. Il ritmo cambia spesso intensità, ha numerosi stacchi e rullate, con Vini Lopez e Garry Tallent a fare gli straordinari. Il ritmo si mantiene su livelli elevatissimi, se si eccettua il break prima della strofa finale, che poi coincide con il momento essenziale di tutto il brano. Emerge in tutta la sua esuberanza Clarence Clemons col suo sax. Rosalita è la prima canzone in cui il sassofono assume un ruolo dominante. Non è un caso che, nelle esibizioni dal vivo degli anni a venire, Clarence formerà, soprattutto in questo brano, una coppia inossidabile con Bruce. Considerando peraltro che Rosalita ha da subito conquistato una posizione dominante e risolutiva nelle scalette dei concerti, non c’è dubbio che Clemons debba una parte non indifferente della sua “leggenda” a questa canzone.

TRADUZIONE – ROSALITA (ESCI STASERA)

 

Lasciati andare Rosie, è arrivato il dottore a sciogliere le briglia di tua mamma

Sai che mosca cieca è un gioco da bambini

Tu passerai a prendere Little Dynamite e io Little Gun

E insieme usciremo nella notte e ci lanceremo sull’autostrada

Non devi chiamarmi tenente, Rosie, e non voglio nemmeno essere tuo figlio

L’unica amante di cui avrò bisogno sarà la tua morbida, dolce lingua da bambina

E Rosie, tu sei unica

 

Dynamite è sul campanile, tesoro, a giocare con i pipistrelli

Little Gun è in centro davanti a Woolworth’s a dimostrare il suo ascendente sugli altri ragazzi

Papà è all’angolo della strada e aspetta l’autobus

Mamma è alla finestra e attende il nostro ritorno a casa

Sarà ancora seduta su quella sedia quando loro litigheranno al piano di sopra

Perché, lo sai, noi non torneremo

Io non sono qui per affari, piccola mia

Sono qui solo per divertirmi e Rosie, tu sei l’unica

 

Rosalita, salta un po’ più leggera

Señorita, vieni a sederti accanto al mio fuoco

Voglio essere solo il tuo uomo, non sto raccontando storie

Rosalita, sei il mio desiderio più forte

 

Jack the Rabbit e Weak Knee Willie, ci saranno anche loro, sai?

Ah, Sloppy Sue e Big Bones Billy verranno a prendere una boccata d’aria

Compreremo i biglietti di qualche lotteria, salteremo la scuola, faremo tutto alla grande

Fuori tutta la notte, ci farà sentire davvero bene

Perciò Rosie, esci stasera, piccola mia, esci stasera

Le finestre sono per gli imbroglioni, i comignoli per i poveri

I gabinetti per gli impiccati, ma i vincenti usano le porte

Perciò usala, Rosie, è fatta apposta per questo

 

Rosalita, salta un po’ più leggera

Señorita, vieni a sederti accanto al mio fuoco

Voglio essere solo il tuo uomo, non sto raccontando storie

Rosalita, sei il mio desiderio più forte

 

So che a tua madre non piaccio perché suono in una rock’n’roll band

E so che tuo padre non mi sopporta, ma lui non ha mai capito niente

Tuo padre ha fatto una scenata, ti ha rinchiuso nella tua stanza

Vengo a darti una mano

Vengo a liberarti, confiscarti, voglio essere il tuo uomo

Un giorno ripenseremo a tutto questo e ci sembrerà ridicolo

Ma ora sei triste, tua madre è fuori di testa

E tuo padre dice di sapere che non ho il becco di un quattrino

E tuo padre dice di sapere che non ho il becco di un quattrino

Ma digli che questa è l’ultima possibilità di far vivere a sua figlia una bella storia d’amore

Perché una compagnia discografica, Rosie, mi ha appena dato un grosso anticipo

 

E le mie gomme erano state tagliate e ho quasi sbattuto, ma il Signore ha avuto pietà

E la mia auto ora non vale più niente, è rimasta bloccata nel fango da qualche parte nei pantani del New Jersey

Beh, tieni duro, rimarremo svegli tutta la notte perché Rosie, lo voglio con tutte le mie forze

Quando incontreremo le luci dell’alba tu sarai stretta tra le mie braccia

Conosco un posticino che fa per noi nella California del Sud, sulla strada per San Diego

C’è un piccolo locale dove suonano la chitarra giorno e notte, puoi sentirli strimpellare dal retro

Perciò, tieni duro piccola, perché papà sta arrivando

Ah, cantate tutti

 

Rosalita, salta un po’ più leggera

Señorita, vieni a sederti accanto al mio fuoco

Voglio solo essere il tuo uomo, non racconto storie

Rosalita, sei il mio desiderio più forte

NEW YORK CITY SERENADE

NEW YORK CITY SERENADE

NEW YORK CITY SERENADE (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Ci sono canzoni che Bruce ci ha aiutato a riscoprire in tutta la loro bellezza grazie alla riproposizione integrale dl vivo dei suoi album negli ultimi tour. La canzone che forse più di tutte ha beneficiato di questo revival è New York City Serenade, che ormai per tantissimi fan, e non solo per i cultori della prima ora, è entrata a far parte della storia della musica. Non è solo una questione di affetto, anche se noi Italiani siamo stati privilegiati da una meravigliosa versione dal vivo al Circo Massimo di Roma, accompagnata dagli archi dell’Orchestra Sinfonietta di Roma. È anche una questione di valore assoluto. New York City Serenade è un vero e proprio capolavoro e chi sostiene il contrario ha l’onere della prova. Scritta e cantata da un ragazzotto di vent’anni e suonata da un gruppo di suoi coetanei provenienti dalla strada e non certo da elitarie accademie musicali, questo immenso affresco della New York dei bassifondi non avrebbe potuto essere una hit, con i suoi dieci minuti di durata, ma oggi non può non essere considerata tra le massime espressioni di quel rock acustico suburbano di cui Bruce è stato autorevole esponente.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

C’è davvero tanto nei dieci minuti di questo gioiello. C’è Dylan indubbiamente, ma Bruce sostituisce la ruvida ironia dell’uomo di Duluth con una vena romantica che sorprende. A cominciare dal contesto. La colonna sonora di questo piccolo grande film suburbano è suonata, all’interno della stessa storia, da quella pletora di musicisti che popolano i vicoli della metropoli. Chi suona jazz per passione e per sopravvivenza, chi improvvisa musica anche battendo con un bastone i coperchi dei bidoni della spazzatura. La voce, invece, è di quei cantanti che non sono riusciti a sfondare e ora fanno gli spacciatori. Musicisti e cantanti che hanno la faccia e le sembianze di un gruppo di ragazzi che, invece, stava provando a farcela davvero: Bruce Springsteen e la E Street Band.

BILLY E DIAMOND JACKIE

Non si può che amare il giovane Billy, che tenta di ergersi dalla massa di giovani facili e tristi per proporre a Jackie una vita migliore. Bellissimo il verso in chiusura della prima strofa: “Cammina a testa alta, oppure non camminare affatto“, che diventa anche una sorta di aforisma dal valore universale. Non ci si può non innamorare di Diamond Jackie, prostituta dei vicoli che, nonostante i tacchi alti e la sua professione, viene descritta come donna pura. La purezza che le rimane nell’animo, dentro un corpo contaminato. C’è quel senso di predestinazione che spesso prende chi vive quella vita. Jackie rifiuta l’invito di Billy di osare nella ricerca di qualcosa di migliore. Si diviene assuefatti alla propria condizione e in quel contesto si cerca il meglio che si può avere. È sempre poco, ma è meglio di niente.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Mentre il primo album, Greetings From Asbury Park, NJ, è un lavoro cantautorale in cui la band sembra compiere il suo compito di spalla, in The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle è evidente che Bruce prende coscienza di avere con sé un gruppo di musicisti di livello. È come se lui voglia mostrare al mondo di cosa è capace la sua band. Ne consegue che il suo canto (eccellente, spesso teatrale) e il testo narrato si fondono in maniera più organica con la musica che li accompagna. New York City Serenade, come Kitty’s Back e Incident On 57th Street, in particolare, seguono questa logica. Così ogni elemento della band, più libero di esprimersi, mette tutta la propria abilità per mostrare al mondo di essere qualcosa di più di una semplice band al servizio di un cantautore. Prendete David Sancious, ad esempio: da dove un provetto pianista jazz abbia tirato fuori quella introduzione di pianoforte è ancora da capire. Il mondo che non conosce Springsteen lo ignora, ma quel minuto abbondante di pianoforte è uno dei più belli della storia del rock. E quale coraggio, quale sfrontatezza può avere avuto Bruce nel volerlo all’inizio di una sua canzone, proprio nel momento in cui la CBS gli stava dando una delle ultime chance per sfondare. Senza poi contare il coraggio di introdurre, nel suo secondo album, un’intera sezione archi che accompagna una tale maratona musicale. Un grandissimo pezzo, tornato finalmente dove merita: nel nostro cuore e nell’olimpo del rock.

SERENATA DI NEW YORK CITY

Billy è giù vicino ai binari

Seduto nel sedile posteriore della sua Cadillac

Diamond Jackie, lei è così pura

Mentre cade dolcemente sotto di lui

Jackie hai tacchi alti

Billy ha gli stivali decorati

Insieme faranno boogaloo giù a Broadway

E torneranno a casa col malloppo

E’ mezzanotte a Manhattan, questa non è ora per essere carini, è una passeggiata per folli

Perciò cammina a testa alta o, piccola, non camminare affatto

Pescatrice, pescatrice, lei adesca tra le pareti dei caseggiati

Non vuole i ragazzi dell’angolo, non hanno soldi e sono così facili

Le ho detto “Hey, baby, non vuoi prendere la mia mano, fatti una camminata con me per Broadway?

Coraggio, mama, attaccati al mio braccio e vieni con me per Brodway”

Sono un giovane, parlo a voce alta

Sì, piccola, cammino davvero orgoglioso con te

Perciò scuotitela di dosso, perciò scuotiti di dosso la tua vita di strada

Scrollati di dosso la tua vita di città

Salta sul treno, e salta sul treno della notte

Saltaci sopra, salta sopra il treno”

Ma io so che non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

No, non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

No, non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

No, non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

Teme che quei binari la possano rallentare

E che quando si girerà questo ragazzo sarà sparito

Lontano, a volte devi solo andare avanti, avanti

Hei vibrafonista, hei jazzista, suonatemi la vostra serenata

Un po’ più triste e la suonerete nella vostra tomba

Risparmiate le vostre note, non sprecartele per quei ragazzi tristi

Risparmiate le vostre note, non sprecartele per quel bel ragazzo sveglio

Andate con le note che rintoccano dalla chiesa, il vibrafonista batte su un bidone dei rifiuti

E ascoltate il vostro spacciatore

Ascoltate il vostro spacciatore

Ascoltate il vostro spacciatore

Sta cantando, cantando, cantando, cantando

Tutto vestito di seta, cammina oltre il vicolo

Sta cantando, cantando, cantando

4TH OF JULY, ASBURY PARK (SANDY)

4TH OF JULY, ASBURY PARK (SANDY)

4TH OF JULY, ASBURY PARK – SANDY (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Asbury Park, New Jersey. Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta divenne una delle migliori località costiere del New Jersey, con un forte flusso di turisti provenienti anche da New York, oltre che dall’entroterra dello Stato Giardino. Le cronache raccontano anche di una ricca scena musicale, che trovò sfogo negli istituzionali Paramount Theatre e Convention Hall, ma anche in tanti locali privati, tra cui i mitici Upstage e Student’s Prince (lo Stone Pony aprirà solo nel 1974). Poi, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta le crisi economiche e gli scontri razziali, che misero a ferro e fuoco la zona ovest della cittadina, causarono il suo declino turistico e la fine dell’antico splendore.

Fu proprio lì e allora, però, che da quelle strade si levò nel firmamento del rock un giovane cantautore e chitarrista: Bruce Springsteen. Lui veniva da Freehold, nell’entroterra, ma elesse Asbury Park a sua patria musicale. Alla cittadina del Jersey Shore dedicò esplicitamente non solo il titolo del suo primo album (Greetings From Asbury Park, New Jersey) ma anche una canzone del suo secondo album, questa 4th Of July, Asbury Park, meglio nota con il sottotitolo di Sandy.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Sandy è una dolcissima ballata che, pur mettendo in evidenza la decadenza del luogo springsteeniano per eccellenza (al punto che il protagonista invita la sua Sandy di andarsene), paradossalmente contribuirà a riportare un alone di magia su Asbury Park, che entra nella storia musicale. È il Giorno dell’Indipendenza di uno di quegli anni disastrati, piena estate, e nella cittadina i giovani affrontano il loro tran tran notturno. Il casinò, le macchinette delle sale da gioco, il luna park, i gruppi di ragazzine da rimorchiare. Una specie di paese dei balocchi che prova a nascondere sotto il tappeto i grossi problemi che la città sta vivendo. Nei primi versi infatti Bruce parla di “facce impietrite, rimaste arenate in questo 4 di luglio.” È una “vita da carnevale”, quasi che le comparse di questo angolo di provincia faccia parte di uno spettacolo, ognuno con il proprio ruolo, ognuno con il proprio destino segnato. E il faro di Asbury Park illumina questa “boardwalk life”, la vita trascorsa giorno dopo giorno, notte dopo notte, sulla passeggiata che costeggia la spiaggia.

Il pittore Springsteen disegna un grande affresco

La grandezza di questa canzone risiede in tanti aspetti. Uno di questi è sicuramente la dovizia di particolari nella descrizione dei personaggi. Ci sono “amanti occasionali, così veloci, brillanti e affilati” (il termine switchblade significa letteralmente serramanico e richiama i coltelli a chiusura automatica tanto in uso nelle gang di allora). Ci sono i ragazzi con la brillantina, con le camicie aperte, che ci provano con le stupide ragazzine di New York o con le ragazze in uscita dalla fabbrica, ma finiscono la loro nottata a dormire sulla spiaggia. Ci sono i ragazzi con i tacchi alti e la pelle bianca, che vivono di notte e rifuggono come vampiri la luce del sole. Ci sono le bande di motociclisti (The Angels) che vanno e vengono con le loro splendide Harley Davidson e, loro sì, riescono a rimorchiare le ragazze, portandole a fare l’amore sulla Kokomo. E infine c’è Madame Marie, la vecchia veggente sulla passeggiata, che viene fermata dalla polizia perché sa indicare ai ragazzi ciò che li aspetta meglio di quanto sappiano fare le autorità. Un insieme di personaggi che popolano una cittadina che sta faticosamente sopravvivendo, nel rimpianto di tempi gloriosi.

Il prologo di Born To Run e Thunder Road

In questa situazione decadente il protagonista chiede a Sandy di festeggiare il Giorno dell’Indipendenza con lui, andandosene da lì. Le promette l’unica cosa che è in grado di darle: l’amore. “Amami stasera e ti prometto che ti amerò per sempre” sospira il ragazzo. Non sa se manterrà quella promessa, ma ci crede e vuole provarci.

Sandy è senza dubbio la pioniera del tema della fuga, che verrà trattato in tutta la sua epicità nelle successive Born To Run e Thunder Road. Ma, mentre Born To Run è la fuga dalla strada e da “macchine da suicidio”, Thunder Road sembra rappresentare il vero sequel di Sandy. Quest’ultima ci presenta la situazione e si chiude con la proposta del protagonista alla ragazza di andarsene, Thunder Road è invece il momento successivo in cui Sandy, che ora si chiama Mary, è invitata a salire in macchina perché è ormai ora di partire da quella città di perdenti per vincere. Perdenti che non sono altro che i personaggi descritti in Sandy, che rimarranno nella decadenza di Asbury Park a condurre la loro “boardwalk life“.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

La differenza tra Sandy e i due successivi capolavori sta nel musica. Mentre Born To Run e Thunder Road premono l’acceleratore su ritmi veloci e un sound rock, Sandy è un piccolo gioiello, una ballata acustica impreziosita dal forte elemento folk della fisarmonica di Danny Federici, ma anche da spunti eclettici come la contromelodia sul canto con la chitarra elettrica e, nella terza e ultima strofa, l’onirica partitura su note alte del piano elettrico di David Sancious. Inoltre il sax di Clarence Clemons suona sulle note basse come strumento ritmico, in alcuni momenti a doppiare la parte di basso. Il ritornello, con quel sognante “Oh Sandy, the aurora is rising behind us…” è uno dei più cari ai fan springsteeniani di ogni epoca. Le versioni live invece hanno perso le parti melodiche di chitarra, mantenendo la centralità della fisarmonica e del pianoforte. Roy Bittan ne eseguirà una partitura diversa da quella di Sancious, utilizzando il pianoforte acustico e insistendo sulle ottave più alte della tastiera.

Curiosità

Della canzone fu incisa una versione dagli Hollies, band inglese capitanata da Allan Clarke. Questa versione, molto più pop e scanzonata dell’originale al punto da toglierle l’amarezza di fondo che la caratterizza nella versione springsteeniana, fu incisa nel 1974 e inclusa nell’album del 1975 Another Night.

Avendone la possibilità, è consigliabile prima o poi fare un viaggio ad Asbury Park. Chi lo ha fatto può testimoniare che, appena messo il piede sul boardwalk, viene in mente Sandy e viene, irrefrenabile, la voglia di risentirla e di cantarla. La città, per fortuna, si è ripresa ed è stata rilanciata, ma molti dei luoghi descritti sono ancora lì, seppur per gran parte in disuso, come le arcades, il casinò e il casottino di Madame Marie.

TRADUZIONE – 4 DI LUGLIO, ASBURY PARK (SANDY)

 

Sandy, i fuochi d’artificio brillano sopra Little Eden stanotte

Forzando una luce tutte quelle facce impietrite, rimaste arenate in questo 4 di luglio

Giù in città il circuito è pieno di amanti occasionali, così veloci, così brillanti, così affilati

E i maghi si esibiscono giù a Pinball Way lungo la passeggiata fino a tarda sera

E i ragazzi del casinò ballano con le camicie aperte, come latin lovers lungo la spiaggia

Provandoci con quelle sciocche ragazzine di New York.

 

Sandy, l’aurora si sta alzando dietro di noi, il farò illumina la nostra vita da carnevale per sempre

Amami stanotte, perché potrei non rivederti più, Hey, piccola Sandy

 

Ora, i ragazzi con la brillantina vagabondano per queste strade o si mettono nei guai cercando di dormire in spiaggia tutta la notte

Quei ragazzi con i tacchi alti, oh Sandy, la loro pelle è così chiara

E io, io mi sono stufato di bighellonare in quelle polverose sale e di dare colpi a quelle macchine da gioco

Di provarci con le ragazze della fabbrica sotto la passeggiata, dove ti promettono che si slacceranno i jeans

E sai quella giostra al ritrovo sulla spiaggia a sud

La scorsa notte ci sono andato e la mia camicia è rimasta impigliata

E quella leva continuava a farmi girare vorticosamente, pensavo che non ne sarei più uscito

 

Sandy, l’aurora si sta alzando dietro di noi

Il faro illumina la nostra vita di carnevale sull’acqua

Correvo giù alla spiaggia di notte con la figlia del mio capo

Beh, non è più il mio capo adesso, Sandy

 

Sandy, gli Angeli hanno perso il loro desiderio per noi

Ho parlato con loro l’altra notte e mi hanno detto che loro non si metteranno più sul fuoco per noi

D’estate, quando arriva il caldo, loro percorrono quella strada giù dal paradiso

Sulle loro Harley, vanno e vengono

E li puoi vedere vestiti come divi in tutti quei piccoli locali a buon mercato lungo la spiaggia

Mentre fanno l’amore con le loro piccole sulla Kokomo

Alla fine i poliziotti hanno arrestato Madame Marie, perché leggeva il futuro meglio di quanto sapessero fare loro

Questa vita da spiaggia per me è finita,

Sai, dovresti cambiare aria anche tu

 

Sandy, l’aurora si sta alzando dietro di noi

Il farò illumina la nostra vita da carnevale per sempre

Oh, amami stanotte e ti prometto che ti amerò per sempre

INCIDENT ON 57TH STREET

INCIDENT ON 57TH STREET

INCIDENT ON 57TH STREET (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Ultima canzone composta nel 1973 per entrare in The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle, Incident On 57th Street è una splendida ballata rock con un ritornello così facile e orecchiabile che, se fosse stata più corta, avrebbe avuto le potenzialità di una hit. Ma Bruce, fin dalla scelta del titolo, sembra togliere evidenza a quel ritornello. Intitolare la canzone “Goodnight, It’s All Right” oppure “It’s All Right, Jane” ne avrebbe aumentato il richiamo e, di conseguenza, la popolarità. Invece Bruce la intitola, in modo curioso e originale, con un misterioso incidente (fatto che in realtà non viene descritto esplicitamente nel testo, ma solo lasciato intuire) nella 57esima Strada di Manhattan o di Brooklyn, poco cambia. Il riferimento molto reale a una strada di New York fa contrasto con le fantasiose Easy Street (letteralmente la Strada Facile), Shanty Lane (il Viale delle Baracche) e Lover’s Lane (il Viale degli Innamorati), citate nella canzone.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Il testo è uno dei bellissimi affreschi del giovane Bruce sulle storie d’amore che nascono e muoiono nei bassifondi metropolitani di New York. Personaggi che sembrano usciti da uno tra i film dei più grandi registi noir degli anni Settanta (per gran parte di origine italiana). Ragazzi romantici che cercano l’amore e la (vana)gloria tra povertà, disperazione e malavita, dove le donne sono facili e dure, dove i cuori valgono ben poco.

SPANISH JOHNNY E PUERTO RICAN JANE

Non c’è ricerca dell’amore eterno, quello sognante delle favole o dei film romantici. Questi Romeo e Giulietta dei bassifondi cercano l’amore di una notte. Johnny non vuole darsi alle prostitute, Jane sa che il ragazzo sparirà all’indomani, ma gli chiede semplicemente di non lasciarla sola quella sera. Per il resto si vedrà; l’esito di quell’amore è incerto come incerto è il loro futuro. Potranno trovare la risposta nelle strade durante la notte o tutt’al più camminare insieme fino all’alba.

IL RICHIAMO DELLE BACKSTREETS

Bruce, già finissimo scenografo, ci lascia solo intuire qualcosa di come andrà a finire. Dopo aver fatto l’amore, Jane dorme, ma apre gli occhi e vede Johnny rivestirsi e uscire, richiamato da un destino che lo vuole per strada a cercare fortuna a costo della vita. Lui, uscendo, torna a dirle che va tutto bene, le dà appuntamento alla notte successiva e le augura buonanotte. Ma è proprio nelle ore successive che potrebbe avvenire l’incidente del titolo. È possibile, se non probabile, che Johnny rimarrà ferito (o forse ucciso) in quell’incidente sulla 57esima. Siamo noi a decidere il finale, ma ecco perché la scelta di quel titolo, apparentemente curiosa, può nascondere il finale di tutta la storia.

LA QUADRILOGIA DELL’EPOPEA (SUB)URBANA

Incident è parte di una quadrilogia, che comprende anche New York City Serenade, Kitty’s Back e Jungleland, che potremmo definire dell’epopea (sub)urbana. Canzoni che descrivono storie d’amore, dall’epilogo più o meno tragico, che nascono e muoiono (spesso insieme ai loro protagonisti) nei quartieri malfamati suburbani di New York e dei sobborghi. Da notare che, a differenza di gran parte della sua produzione lirica successiva, in queste canzoni Bruce racconta spesso in terza persona, da puro narratore, come a voler osservare meglio i dettagli della storia, proprio come un regista, senza immergersi con la propria sensibilità nei personaggi che descrive.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Incident è una bellissima ballata rock mid-tempo, sostenuta dall’inconfondibile base ritmica di Vini Lopez e Garry Tallent e impreziosita dall’eccellente lavoro di David Sancious al piano e Danny Federici all’organo. Tallent, in particolare, trova in questa canzone (e in generale in quest’album) la sua massima espressione, dimostrando già di essere ben più talentuoso del modesto credito che la critica musicale gli ha attribuito. Questo emerge non solo nel bellissimo intreccio di piatti e basso a metà canzone, ma in tutto il brano, quando Garry viaggia sulla tastiera della sua chitarra libero di esprimersi. Poi c’è il crescendo finale di cori e chitarra e l’originalissima sfumatura finale, lavoro di “puro mixaggio”, che porta verso Rosalita. Una canzone che certamente avrebbe meritato miglior diffusione per il suo valore e che invece i fan springsteeniani si tengono stretta da decenni, specie dopo che Bruce l’ha riproposta spesso dal Reunion Tour in poi. Una curiosità: ai cori è accreditata Suki Lahav, ai tempi ritenuta fidanzata ufficiale di Bruce.

TRADUZIONE – INCIDENTE SULLA 57ESIMA STRADA

Spanish Johnny è arrivato ieri notte dai bassifondi

Con lividi sulle braccia e un’andatura traballante in una Buick tutta ammaccata

Ma vestito che era uno schianto

Ha provato a vendere il suo cuore alle ragazze dure di Easy Street

Ma loro gli hanno detto “Johnny, il tuo cade a pezzi così facilmente e sai che i cuori oggi sono a buon mercato”

E i protettori, ruotando i loro bastoni, hanno detto “Johnny sei un imbroglione”

Allora i protettori, ruotando i propri bastoni, hanno detto “Johnny sei un bugiardo”

E dalla penombra è giunta la voce di una ragazzina che ha detto: “Johnny non piangere”

“Oh Puerto Rican Jane, non vuoi dirmi come ti chiami?

Voglio portarti dall’altra parte della città

Dove il paradiso non è così affollato, ci sarà movimento giù per Shanty Lane stanotte”

Tutte quelle bellezze dalle scarpe dorate in una vera rissa di mignotte, uno sparo di una 38 e un bacio della buonanotte alle ragazze.”

“Oh buonanotte, va tutto bene Jane

Adesso lascia che entrino quei ragazzi di colore per accendere la fiamma dell’anima

Noi possiamo trovarla fuori in strada stanotte piccola

O forse possiamo camminare fino all’alba”

Come un disinvolto Romeo lui faceva le sue mosse, oh lei era così carina

Come una novella Giulietta lei sapeva che lui non sarebbe mai stato sincero, ma non le importava proprio

Di sopra una band suonava, il cantante cantava qualcosa sul tornare a casa

Lei ha sussurrato “Spanish Johnny, puoi lasciarmi stanotte, ma non lasciarmi sola adesso”

E Johnny ha urlato “Puerto Rican Jane, dicono che i poliziotti hanno scoperto tutto

Oh, quei ragazzi scalzi hanno lasciato le loro case per i boschi

Quei ragazzini scalzi di strada dicono che a casa non stanno bene

Hanno lasciato gli angoli, buttato via tutti i loro coltelli a serramanico e si sono scambiati il bacio d’addio”

Johnny era seduto vicino l’uscita di sicurezza e guardava i ragazzini giocare giù in strada

Li ha chiamati “Hey, piccoli eroi, l’estate è lunga ma penso che qui non sia più dolce come una volta”

Janey dorme tra le lenzuola umide di sudore, Johnny le siede solo vicino e la guarda sognare, sognare

E la suora prega per le anime perdute, poi crolla nella cappella dopo che tutti se ne sono andati

Jane si sposta per condividere un pezzetto del suo cuscino ma apre gli occhi e vede Johnny alzato che si riveste

Lei dice “Quei ragazzini romantici, vogliono solo fare a botte”

Quei ragazzini romantici, lo chiamano attraverso la finestra “Hey, Spanish Johnny, vuoi farti un po’ di soldi facili stanotte?”

E Johnny sussurrò: “Buonanotte, è tutto a posto Jane

Ci vediamo domani notte a Lover’s Lane

Possiamo trovarla per strada stanotte piccola

O magari possiamo camminare fino all’alba

KITTY’S BACK

KITTY’S BACK

KITTY’S BACK (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

E Street Band: un gruppo di musicisti nato in strada, specie nella sua primissima formazione. Una band che, nella linea tracciata dal suo leader, non ha basato la propria proposta musicale sul virtuosismo strumentale, nonostante la presenza di ottimi musicisti. Un collettivo certamente entrato nel mito del rock, ma nella veste di un piccolo esercito di soldati scelti, pronti a rispondere “agli ordini!” al loro indiscusso capitano. Eppure basta ascoltare una canzone come Kitty’s Back per comprendere il valore musicale della band e riconoscerne il giusto spessore.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Questo soul rock swingato con spunti jazz, che tanto richiama gli ambienti newyorchesi dei due decenni precedenti, non può che raccontare una storia d’amore suburbana, interrotta dall’infedeltà di Kitty e Sally e lasciata sospesa dall’inconcludenza di Catlong e Jack Knife, uomini romantici ma inevitabilmente attratti dal richiamo dei vicoli. La storia si svolge intorno al Greenwich Village e alla mitica Bleecker Street. Catlong, il protagonista, ha perso Kitty, che se n’è andata per mettersi con un pezzo grosso della malavita. Anche Sally se n’è andata e Jack Knife piange il suo abbandono. Uomini da bassifondi, il cui forte sentimento non consente loro di sganciarsi dal dolore. “Oh, cosa posso fare?” si chiede più volte il disperato protagonista nella sua solitudine. È la stessa domanda che si pone quando, un giorno, Kitty ricompare nel quartiere. Anche a lei è evidentemente andata male e ora torna nei vicoli della New York bassa (il Greenwich Village ancora oggi è una città nella città, senza grattacieli ma con le tipiche case a mattoni rossi). Lui potrebbe facilmente riprendersela, perché lei è dolce e triste, ma ora conosce la sua infedeltà e resta nel dubbio. Infatti “si siede in disparte e sospira” e ancora una volta si chiede “oh, cosa posso fare?”

 I bassifondi newyorchesi dei grandi registi italo-americani

Questa tenera storia di amori e tradimenti si incastra in un ambiente di malavita da quattro soldi. Significativo il monito che arriva a Catlong da un damerino della malavita: “Faresti meglio a imparare a muoverti in fretta quando sei giovane o non sei da molto da queste parti.” Bruce è molto abile nel lavorare sui contrasti delle immagini. Sembra di vedere la scena di un film di Scorsese, quando Catlong, appoggiato sui bidoni della spazzatura, viene avvicinato dal giovane damerino. Il contrasto tra il buio dei vicoli, nei quali Catlong vive tra i rifiuti, e le luci alte della città, che rendono luccicante l’abito bianco dell’uomo. Il contrasto tra un topo di fogna come Catlong e il damerino che si è fatto strada. Il contrasto tra il romanticismo sofferente di Catlong e la crudezza dell’ambiente che lo circonda, compresa la “fredda verità” che porta Kitty lontano dal suo amore per una mera questione di interesse.

 LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Kitty’s Back è una canzone soul rock con richiami jazz e una base ritmica swing, condotta egregiamente da Mad Dog Vini Lopez e da Garry Tallent. Il primo è una furia ritmica tra rullate e stacchi. Il secondo in questo pezzo (così come in Incident On 57th Street e Rosalita) mette a frutto la libertà espressiva che Bruce gli concede e segna quello che indubbiamente è il miglior album sul versante delle basse frequenze. Bruce scrive la canzone nei primi anni Settanta e, insieme alla band, la arrangia ed esegue quando i ragazzi superano da poco i vent’anni. Kitty’s Back è una delle più brillanti prove di eccellenza musicale dell’intera discografia springsteeniana. A cominciare dall’intro musicale. Uno splendido assolo di chitarra, romantico nella sua tagliente sofferenza. Sia nell’intro, sia nel resto della canzone funge da grande collante una sezione fiati da urlo, che si accompagna al grande lavoro di Clarence Clemons al sax. Big Man chiude il pezzo con un assolo che lascia senza fiato (stato che tocca noi, ma non lui, data la sua capacità polmonare). Poi ci sono Danny Federici e David Sancious, entrambi all’organo. A Danny il compito di impreziosire la trama col suo lavoro sopraffino. A David il compito di stendere l’ascoltatore con un assolo pazzesco nel mezzo della canzone. Se dopo un assolo del genere non abbiamo rimpianto un musicista di quella levatura è solo perché poi è arrivato Roy Bittan, altro mago dei tasti neri e avorio. Come nella migliore tradizione jazz, nelle versioni live Bruce lascerà piena libertà ai suoi musicisti di esprimersi. Ognuno dei solisti potrà sbizzarrirsi in improvvisati assoli che porteranno il brano a durate di anche 15/20 minuti di pura orgia musicale.

Curiosità e influenze

La scelta del titolo è curiosa. Lo stesso Bruce ha raccontato in un concerto che prese ispirazione da una locandina appesa fuori da un locale di streaptease, che annunciava il ritorno in città di una famosa spogliarellista.

Tra le influenze del giovane Springsteen, nonostante i due non abbiano mai avuto occasioni di contatto o collaborazione, c’è indubbiamente Van Morrison, che qualche anno prima aveva prima aveva pubblicato la sua celeberrima Moondance. I due pezzi appartengono allo stello filone, ma mentre quello di Van The Man sembra più onirica e cantautorale, quello di Bruce è più improntato sulla prova di insieme della band. Bruce sembra voler dichiarare al mondo di essere a capo di una band destinata al firmamento del rock. Oh, come aveva ragione…

TRADUZIONE – KITTY È TORNATA

 

Catlong sospira stringendo il dente nero di Kitty

Lei è andata via per sposare qualche pezzo grosso, non è questa la fredda verità?

E non è più andata così bene da quando Sally ha lasciato il vicolo

Da quando Kitty se n’è andata con Big Pretty le cose sono peggiorate

Si è tutto ridotto da queste parti, da quando quei giovani fighetti fanno la voce grossa

 

Jack Knife piange perché il suo tesoro ha fatto fagotto

Lei è corsa via di notte, leggera nella giungla

E quelle lattine stanno esplodendo per il caldo a novanta gradi

Cat in qualche modo ha perso la sua piccola in Bleecker Street

È triste ma certamente è vero

Cat scrolla le spalle, si mette comodo e sospira

“Ooh, cosa posso fare, ooh, cosa posso fare?

Ooh, cosa posso fare, ooh cosa posso fare?”

 

Catlong si appoggia ricurvo su un bidone dei rifiuti

Luci accecanti tagliano la notte, il damerino vestito di bianco dice che è lui l’uomo

Beh, faresti meglio a imparare a muoverti in fretta quando sei giovane o non sei da molto da queste parti

Cat in qualche modo ha perso la sua Kitty al canile comunale

Perciò vai dritto, vai avanti, abbassati!

Hey chi c’è laggiù alla fine del vicolo?

Lei se n’è andata da molto tempo

 

Kitty è tornata in città, sta arrivando adesso

Kitty è tornata in città

Kitty è tornata in città, sta arrivando adesso

Kitty è tornata in città

Kitty è tornata in città, sta arrivando adesso

Kitty è tornata in città

Adesso Cat sa che Kitty è stata infedele

E che l’ha lasciato per un fighetto di città

Ma lei è così dolce, lei è così triste

Quando lui la guarda negli occhi

Si siede in disparte e sospira

“Ooh cosa posso fare, ooh cosa posso fare?”