TENTH AVENUE FREEZE-OUT

TENTH AVENUE FREEZE-OUT

TENTH AVENUE FREEZE-OUT (BORN TO RUN), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

 

Forse, sul lato prettamente musicale, non è destinata a entrare nell’olimpo delle canzoni più belle di Bruce, ma Tenth Avenue Freeze-Out è indubbiamente una delle canzoni più significative a livello simbolico e, di certo, una delle migliori in termini di resa dal vivo. Il motivo della sua rilevanza? È come quando qualcuno ti presenta un amico. Ecco: con questa canzone Bruce ha presentato formalmente all’America e al mondo i suoi amici, la sua band. Uno in particolare, Clarence Clemons.

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 

Tutto comincia già dal titolo. Ironico, quasi indecifrabile. Lo stesso Bruce non ha saputo o voluto spiegare il suo vero significato, ma sembra che in qualche modo abbia voluto dire alla gente: “Eccoci, veniamo da un viale sfigato, tagliato fuori, di una piccola cittadina della costa, ma ci siamo anche noi.” Un altro indizio è il nome stesso della strada. È risaputo che la band prese il suo nome definitivo all’incrocio tra la Tenth Avenue e la E Street di Belmar, cittadina vicina ad Asbury Park, dove ai tempi abitava David Sancious, allora pianista e organista della prima formazione.

 

BIG SCOOTER E BIG MAN

Se è vero che uno dei due protagonisti, Bad Scooter, è lo stesso Bruce (le iniziali, B.S., non sembrano casuali), allora Bruce adotta uno schema interessante: affida a un narratore terzo il racconto di ciò che lui vive in prima persona. Un ragazzo, Bad Scooter, che vive nei bassifondi e cerca di sopravvivere, solo e con le spalle al muro, viene in qualche modo salvato dall’incontro con Big Man (nel suo caso non servono altri nomignoli). Bruce ha spesso raccontato come avvenne l’incontro con Clarence. La porta di un bar che si apre e si richiude, sbattuta dal vento, alle spalle di un uomo enorme con in mano un sassofono che lui faceva sembrare un giocattolo per bimbi.

 

LA SVOLTA CON CLARENCE CLEMONS

E così… “quando le cose cambiarono in periferia e Big Man si unì alla band, dalla costa fino in centro tutte le giovani bellezze alzarono le loro mani”. Ecco la svolta: da quel momento si fa la storia della musica. Il piccolo italo-irlandese che incontra il gigante afroamericano. Il rock che si fonde con il soul e il rhythm & blues. La visione hammondiana del Nuovo Dylan è definitivamente svanita. Da quel momento Bruce Springsteen e la E Street Band non spezzeranno in due solo la città della canzone, ma anche centinaia di città nel resto d’America prima e del mondo poi. Di questo parla Tenth Avenue e la cosa singolare è che ne parla prima che avvenga. In realtà quando Bruce scrisse e incise la canzone per Born To Run, l’idea di esplodere nel firmamento del rock era ancora solo un sogno. Ma, evidentemente, l’arrivo di Clarence gli aveva fatto percepire di essere agli albori di qualcosa di importante. E così è stato.

 

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

 

Il soul-rock leggero e scanzonato dell’album, in cui emergono un divertente riff di chitarra e le pennellate di sax e di una sezione fiati orchestrata da Steve Van Zandt, porta indietro agli anni ’50. Alla sezione ritmica, insieme a Garry Tallent, ora c’è Max Weinberg. Nel complesso il suono sembra meno eclettico, ma molto più ordinato. Poi arrivarono le esibizioni dal vivo. Quel piccolo brano leggero si trasformò nella leggendaria e lunghissima versione rock, sorretta dalla potente sezione fiati dei fedeli Miami Horns. Specie dal Reunion Tour in poi, Bruce iniziò a presentare nel corso della canzone “the heart-stopping, pants-dropping, house-rocking, earth-quaking, booty-shaking, Viagra-taking, love-making – le-gen-dary E – Street – Band!” Per quanto detto Tenth Avenue è diventata la canzone in assoluto più iconica del matrimonio di un artista con la sua band.

 

IL MONUMENTO A BELMAR

Una curiosità, ormai nota a tutti i fan: al citato incrocio di Belmar hanno piantato una stele che indica il nome delle due vie che lo formano: la E Street e la Tenth Avenue. A pochi metri dalla stele hanno poi piazzato una scultura in grande scala della Fender Telecaster di Bruce, color legno chiaro con paletta nera. Il luogo, manco a dirlo, è ormai diventato un must di ogni visita nel New Jersey lungo i luoghi springsteeniani.

 

Traduzione TENTH AVENUE FREEZE-OUT. DECIMA AVENUE TAGLIATA FUORI

 

Lacrime sulla città, Bad Scooter è alla ricerca del suo buco

Sembra che il mondo intero cammini compatto

E non puoi trovare spazio per muoverti

Beh, farebbero meglio a spostarsi tutti quanti, questo è il fatto

Perché sto correndo sulla parte sbagliata e sono con le spalle al muro

La Decima Avenue è tagliata fuori, la Decima Avenue è tagliata fuori

 

Beh, ero imprigionato nella giungla

Cercando di impossessarmi di tutti i trucchi che mi mostravano

La notte è buia ma il marciapiede è illuminato

E segnato dalla luce di chi vive

Dalla finestra di un appartamento una radio gracchia

Voltato l’angolo le cose diventano davvero calme e veloci

Ero entrato nella Decima Avenue tagliata fuori

Decima Avenue tagliata fuori

 

E sono solo, completamente solo

E ragazzo, faresti meglio a far mente locale

Sono per conto mio, sono per conto mio

E non riesco ad andare a casa

 

Quando le cose cambiarono in periferia e Big Man si unì alla band

Dalla costa fino in centro tutte le giovani bellezze alzarono le loro mani

Io mi metterò a sedere comodamente e riderò

Quando Scooter e Big Man spezzeranno questa città in due

Con la Decima Avenue tagliata fuori

Decima Avenue tagliata fuori

Decima Avenue tagliata fuori

 

WILD BILLY’S CIRCUS STORY

WILD BILLY’S CIRCUS STORY

WILD BILLY’S CIRCUS STORY (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Incisa nel 1973 e inclusa in The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle, Wild Billy’s Circus Story è una delle principali indiziate per il lancio di Bruce da parte della CBS come il nuovo Dylan. In realtà i primi due album mostrarono molto di più rispetto alla semplicistica ipotesi che Bruce volesse proseguire sulla strada tracciata dal menestrello di Duluth dieci anni più tardi. Ma, si sa, l’industria discografica vive di promozione e, in quel momento, era conveniente vendere questo ragazzotto del New Jersey come il nuovo cantore folk dell’America dei poveri e degli emarginati. Del resto Wild Billy è davvero molto dylaniana, anche per il modo trascinato in cui viene interpretata vocalmente da Bruce.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Bruce si imbatte in una delle suoi primi brani cantautorali, col racconto di un mondo tanto perdente quanto affascinante come quello di un circo itinerante e sgangherato. Risulta da subito abbastanza chiaro che il circo di Billy il Selvaggio non sia propriamente una fucina di dollari. Tra i personaggi che appaiono nel testo emerge anche una certa rassegnazione. Sembrano mancare la sintonia e l’armonia e prevalere i litigi, le invidie, i piccoli dispetti, persino la poca voglia di lavorare. Tra i figuranti di questo circo scalcinato risaltano in particolare quella del pagliaccio, che abbandona il circo e se ne torna a casa a piedi in Ohio con la sua valigia in mano, e quella del ragazzino a cui il padrone chiede se vuole salire a bordo per cercare fortuna.

Da Fellini a Bruce, dall’Italia al Midwest americano

Sembra di vedere I Clowns e La Strada di Fellini, girati proprio in quegli anni. Luoghi così lontani tra loro, ma la stessa mestizia, lo stesso destino di emarginazione. Wild Billy ha anche la caratteristica di essere l’unica dei primi due album, insieme a Mary Queen Of Arkansas, che si allontana dal New Jersey e viaggia verso ovest. Da questo punto di vista viene spontaneo fare un volo lirico di quarantasei anni. Pensi a Wild Billy e ai suoi miserabili lavoranti, gli aggiungi mezzo secolo di vita e li vedi ancora oggi, vecchi e ancora poveri, a portare in giro il carrozzone negli Stati dell’Ovest. Tradotto: come starebbe bene la storia del circo di Wild Billy tra gli affreschi di Western Stars!

The E Street Circus

Anche se non ci sono riferimenti diretti, non è difficile interpretare il circo di Wild Billy come una allegoria della stessa E Street Band. Una band già allora in perpetuo movimento, da una città all’altra, anche verso ovest. Il tendone del circo era sostituito da un palcoscenico. Bruce veniva da un primo album di scarso successo commerciale. Il secondo poteva essere già un’ultima spiaggia. Ecco che il circo di Wild Billy riprende la forma di una E Street Band che rischia la miseria. L’accordo di management con Mike Appel è capestro, di soldi non se ne vedono. Iniziano perfino i primi dissidi. David Sancious inizia a non approvare alcune scelte musicali. Vini Lopez è artisticamente e caratterialmente poco controllabile da Bruce. Lo stesso Danny Federici ha alcuni momenti di dissidio con il capo banda. Ma, pur con tutto questo, “Tutti a bordo, il Nebraska è la nostra prossima fermata.”

 

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Anche musicalmente ci sono affinità: non ci sono parti orchestrali, ma c’è comunque una dolce e malinconica canzone folk, nella quale emergono la fisarmonica di Danny Federici e la tuba che simula la tromba dell’elefante. Una curiosità: la tuba non è suonata da Clarence Clemons, come si potrebbe pensare, ma è accreditata a Garry Tallent in sostituzione della linea di basso.

LA STORIA DEL CIRCO DI WILD BILLY

Il macchinista scala la sua ruota panoramica come un valoroso, e il mangiatore di fuoco se ne sta in un mare di sudore vittima dell’ondata di caldo

Dietro il tendone una mano gli stringe le gambe sulla lama del mangiatore di spade

E il circo cittadino viaggia sulle onde corte

La pista si stende davanti come una grande aurora di plastica.

La donna cannone, Big Mama, Missy Bimbo è seduta sulla sua sedia e sbadiglia e l’uomo bestia è sdraiato nella sua gabbia annusando popcorn

Mentre il nano si lecca le dita e soffre per il disprezzo di Missy Bimbo

E’ nato il circo cittadino

Whoa, e con una rullata di tamburo vai ballerina avanti e indietro, facendo la ruota su quella corda tesa con un colpo di cannone un lampo accecante si muove attraverso il tendone.

Dannazione, mancherà il suo bersaglio

Oh Dio salva la palla di cannone umana.

E i fratelli volanti Zambini osservano Margarita che fa il suo numero di contorsionismo

E il presentatore fa contare insieme a lui la folla: “Novantacinque, novantasei, novantasette”

Una valigia scassata nella sua mano, silenziosamente si allontana dal circo

E l’autostrada è invasa dalle musiche del carnevale

Danzano come enormi fantasmi truccati nel vento

Un uomo in calzoni gonfi, una faccia triste, una smorfia folle sta correndo a casa in qualche piccola città dell’Ohio

Gesù, manda qualche buona donna a salvare tutti i tuoi clown

E il ragazzo del circo danza come una scimmia sul filo spinato e l’imbonitore flirta con una drogata, lei è giù di corda

E ora gli elefanti danzano davvero funky e l’orchestra suona come fosse scoppiato un incendio nella giungla

Il circo cittadino è al top dell’eccitazione

E il gigante Sansone solleva il piccolo nano Tiny Tim sulle sue spalle, lassù

E lo porta lungo il viale centrale oltre i ragazzi, oltre i marinai

Fino alla sua roulotte poco illuminata

E la ruota panoramica gira e gira come se non dovesse più fermarsi

E il padrone del circo si sporge, sussurra all’orecchio del ragazzino “Hey figliolo, vuoi tentare la grande scalata?”

Tutti a bordo, il Nebraska è la nostra prossima fermata

ROSALITA (COME OUT TONIGHT)

ROSALITA (COME OUT TONIGHT)

ROSALITA (COME OUT TONIGHT) (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

 

Pensi a Bruce Springsteen e ti vengono in mente le sue incredibili performance dal vivo. Cerchi una canzone che possa rappresentare al meglio questa sua meravigliosa capacità di mettere anima e corpo, musica e sudore sul palco, e non può che venirti in mente Rosalita (Come Out Tonight), la traccia n° 6 di The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle (1973). Una canzone già lunga nella sua versione in studio, diventa una maratona rock nelle arene e negli stadi con durate che possono superare i dieci minuti, considerato che Bruce vi ha anche spesso inserito la presentazione della E Street Band.

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 

Il testo ha certamente un’ispirazione autobiografica, non tanto per le scorrazzate che il protagonista e i suoi amici compiono nelle notti spensierate, quanto perché il ragazzo promette a Rosalita un futuro agiato, perché suona in una rock band e “perché una casa discografica mi ha appena dato un grosso anticipo”. Proprio quello che è successo a Bruce in quel miracoloso 1973.

 

LA PROMESSA DEL ROCK’N’ROLL

In pieno scontro generazionale, Rosie è tenuta sotto chiave dai suoi genitori (la cui provenienza ispanica, fervidamente cattolica, non aiuta) e il protagonista le si propone come colui che arriva a liberarla. È una dura battaglia però: la madre si tiene stretta la figlia e non vuole cacciarla tra la braccia di un rocker, il padre sa che lui è povero in canna e che non ha nessuna possibilità di dare un futuro alla figlia. Ma c’è una promessa, e questa promessa si chiama rock’n’roll.

 

I VINCENTI USANO LA PORTA

Diventano gloriosi i versi a chiusura della seconda strofa, che danno il senso dell’importanza di credere in qualcosa e provare a raggiungerla. A loro volta diventeranno una sorta di aforisma springsteeniano: “Le finestre sono per gli imbroglioni, i comignoli per i poveri, i gabinetti per gli impiccati, ma i vincenti usano le porte.” Per quanto detto sarebbe riduttivo considerare Rosalita solo come una festa rock da palco, ma è giusto riconoscerle anche un preciso spazio nella mastodontica produzione lirica di Bruce. Tra le altre cose è anche uno dei brani, insieme a Spirit In The Night, in cui appaiono più numerosi i personaggi generati dalla fervida immaginazione dell’autore. Nomi fantasiosi come Piccolo Dinamite, Piccola Pistola, Jack il Coniglio, Willie dal Ginocchio Debole, Sue la Sciatta e Billy dalle Ossa Grandi sono alcuni tra gli ormai mitici personaggi usciti dalla penna dell’allora “futuro del rock’n’roll“: Bruce Springsteen.

 

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

 

Rosalita è un rock intenso, tempo veloce, con richiami di musica ispanica in collegamento all’evidente origine della protagonista. Il New Jersey, del resto, è uno degli stati americani a maggiore presenza ispanica, in particolare cubani e portoricani. Il ritmo cambia spesso intensità, ha numerosi stacchi e rullate, con Vini Lopez e Garry Tallent a fare gli straordinari. Il ritmo si mantiene su livelli elevatissimi, se si eccettua il break prima della strofa finale, che poi coincide con il momento essenziale di tutto il brano. Emerge in tutta la sua esuberanza Clarence Clemons col suo sax. Rosalita è la prima canzone in cui il sassofono assume un ruolo dominante. Non è un caso che, nelle esibizioni dal vivo degli anni a venire, Clarence formerà, soprattutto in questo brano, una coppia inossidabile con Bruce. Considerando peraltro che Rosalita ha da subito conquistato una posizione dominante e risolutiva nelle scalette dei concerti, non c’è dubbio che Clemons debba una parte non indifferente della sua “leggenda” a questa canzone.

TRADUZIONE – ROSALITA (ESCI STASERA)

 

Lasciati andare Rosie, è arrivato il dottore a sciogliere le briglia di tua mamma

Sai che mosca cieca è un gioco da bambini

Tu passerai a prendere Little Dynamite e io Little Gun

E insieme usciremo nella notte e ci lanceremo sull’autostrada

Non devi chiamarmi tenente, Rosie, e non voglio nemmeno essere tuo figlio

L’unica amante di cui avrò bisogno sarà la tua morbida, dolce lingua da bambina

E Rosie, tu sei unica

 

Dynamite è sul campanile, tesoro, a giocare con i pipistrelli

Little Gun è in centro davanti a Woolworth’s a dimostrare il suo ascendente sugli altri ragazzi

Papà è all’angolo della strada e aspetta l’autobus

Mamma è alla finestra e attende il nostro ritorno a casa

Sarà ancora seduta su quella sedia quando loro litigheranno al piano di sopra

Perché, lo sai, noi non torneremo

Io non sono qui per affari, piccola mia

Sono qui solo per divertirmi e Rosie, tu sei l’unica

 

Rosalita, salta un po’ più leggera

Señorita, vieni a sederti accanto al mio fuoco

Voglio essere solo il tuo uomo, non sto raccontando storie

Rosalita, sei il mio desiderio più forte

 

Jack the Rabbit e Weak Knee Willie, ci saranno anche loro, sai?

Ah, Sloppy Sue e Big Bones Billy verranno a prendere una boccata d’aria

Compreremo i biglietti di qualche lotteria, salteremo la scuola, faremo tutto alla grande

Fuori tutta la notte, ci farà sentire davvero bene

Perciò Rosie, esci stasera, piccola mia, esci stasera

Le finestre sono per gli imbroglioni, i comignoli per i poveri

I gabinetti per gli impiccati, ma i vincenti usano le porte

Perciò usala, Rosie, è fatta apposta per questo

 

Rosalita, salta un po’ più leggera

Señorita, vieni a sederti accanto al mio fuoco

Voglio essere solo il tuo uomo, non sto raccontando storie

Rosalita, sei il mio desiderio più forte

 

So che a tua madre non piaccio perché suono in una rock’n’roll band

E so che tuo padre non mi sopporta, ma lui non ha mai capito niente

Tuo padre ha fatto una scenata, ti ha rinchiuso nella tua stanza

Vengo a darti una mano

Vengo a liberarti, confiscarti, voglio essere il tuo uomo

Un giorno ripenseremo a tutto questo e ci sembrerà ridicolo

Ma ora sei triste, tua madre è fuori di testa

E tuo padre dice di sapere che non ho il becco di un quattrino

E tuo padre dice di sapere che non ho il becco di un quattrino

Ma digli che questa è l’ultima possibilità di far vivere a sua figlia una bella storia d’amore

Perché una compagnia discografica, Rosie, mi ha appena dato un grosso anticipo

 

E le mie gomme erano state tagliate e ho quasi sbattuto, ma il Signore ha avuto pietà

E la mia auto ora non vale più niente, è rimasta bloccata nel fango da qualche parte nei pantani del New Jersey

Beh, tieni duro, rimarremo svegli tutta la notte perché Rosie, lo voglio con tutte le mie forze

Quando incontreremo le luci dell’alba tu sarai stretta tra le mie braccia

Conosco un posticino che fa per noi nella California del Sud, sulla strada per San Diego

C’è un piccolo locale dove suonano la chitarra giorno e notte, puoi sentirli strimpellare dal retro

Perciò, tieni duro piccola, perché papà sta arrivando

Ah, cantate tutti

 

Rosalita, salta un po’ più leggera

Señorita, vieni a sederti accanto al mio fuoco

Voglio solo essere il tuo uomo, non racconto storie

Rosalita, sei il mio desiderio più forte

NEW YORK CITY SERENADE

NEW YORK CITY SERENADE

NEW YORK CITY SERENADE (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Ci sono canzoni che Bruce ci ha aiutato a riscoprire in tutta la loro bellezza grazie alla riproposizione integrale dl vivo dei suoi album negli ultimi tour. La canzone che forse più di tutte ha beneficiato di questo revival è New York City Serenade, che ormai per tantissimi fan, e non solo per i cultori della prima ora, è entrata a far parte della storia della musica. Non è solo una questione di affetto, anche se noi Italiani siamo stati privilegiati da una meravigliosa versione dal vivo al Circo Massimo di Roma, accompagnata dagli archi dell’Orchestra Sinfonietta di Roma. È anche una questione di valore assoluto. New York City Serenade è un vero e proprio capolavoro e chi sostiene il contrario ha l’onere della prova. Scritta e cantata da un ragazzotto di vent’anni e suonata da un gruppo di suoi coetanei provenienti dalla strada e non certo da elitarie accademie musicali, questo immenso affresco della New York dei bassifondi non avrebbe potuto essere una hit, con i suoi dieci minuti di durata, ma oggi non può non essere considerata tra le massime espressioni di quel rock acustico suburbano di cui Bruce è stato autorevole esponente.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

C’è davvero tanto nei dieci minuti di questo gioiello. C’è Dylan indubbiamente, ma Bruce sostituisce la ruvida ironia dell’uomo di Duluth con una vena romantica che sorprende. A cominciare dal contesto. La colonna sonora di questo piccolo grande film suburbano è suonata, all’interno della stessa storia, da quella pletora di musicisti che popolano i vicoli della metropoli. Chi suona jazz per passione e per sopravvivenza, chi improvvisa musica anche battendo con un bastone i coperchi dei bidoni della spazzatura. La voce, invece, è di quei cantanti che non sono riusciti a sfondare e ora fanno gli spacciatori. Musicisti e cantanti che hanno la faccia e le sembianze di un gruppo di ragazzi che, invece, stava provando a farcela davvero: Bruce Springsteen e la E Street Band.

BILLY E DIAMOND JACKIE

Non si può che amare il giovane Billy, che tenta di ergersi dalla massa di giovani facili e tristi per proporre a Jackie una vita migliore. Bellissimo il verso in chiusura della prima strofa: “Cammina a testa alta, oppure non camminare affatto“, che diventa anche una sorta di aforisma dal valore universale. Non ci si può non innamorare di Diamond Jackie, prostituta dei vicoli che, nonostante i tacchi alti e la sua professione, viene descritta come donna pura. La purezza che le rimane nell’animo, dentro un corpo contaminato. C’è quel senso di predestinazione che spesso prende chi vive quella vita. Jackie rifiuta l’invito di Billy di osare nella ricerca di qualcosa di migliore. Si diviene assuefatti alla propria condizione e in quel contesto si cerca il meglio che si può avere. È sempre poco, ma è meglio di niente.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Mentre il primo album, Greetings From Asbury Park, NJ, è un lavoro cantautorale in cui la band sembra compiere il suo compito di spalla, in The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle è evidente che Bruce prende coscienza di avere con sé un gruppo di musicisti di livello. È come se lui voglia mostrare al mondo di cosa è capace la sua band. Ne consegue che il suo canto (eccellente, spesso teatrale) e il testo narrato si fondono in maniera più organica con la musica che li accompagna. New York City Serenade, come Kitty’s Back e Incident On 57th Street, in particolare, seguono questa logica. Così ogni elemento della band, più libero di esprimersi, mette tutta la propria abilità per mostrare al mondo di essere qualcosa di più di una semplice band al servizio di un cantautore. Prendete David Sancious, ad esempio: da dove un provetto pianista jazz abbia tirato fuori quella introduzione di pianoforte è ancora da capire. Il mondo che non conosce Springsteen lo ignora, ma quel minuto abbondante di pianoforte è uno dei più belli della storia del rock. E quale coraggio, quale sfrontatezza può avere avuto Bruce nel volerlo all’inizio di una sua canzone, proprio nel momento in cui la CBS gli stava dando una delle ultime chance per sfondare. Senza poi contare il coraggio di introdurre, nel suo secondo album, un’intera sezione archi che accompagna una tale maratona musicale. Un grandissimo pezzo, tornato finalmente dove merita: nel nostro cuore e nell’olimpo del rock.

SERENATA DI NEW YORK CITY

Billy è giù vicino ai binari

Seduto nel sedile posteriore della sua Cadillac

Diamond Jackie, lei è così pura

Mentre cade dolcemente sotto di lui

Jackie hai tacchi alti

Billy ha gli stivali decorati

Insieme faranno boogaloo giù a Broadway

E torneranno a casa col malloppo

E’ mezzanotte a Manhattan, questa non è ora per essere carini, è una passeggiata per folli

Perciò cammina a testa alta o, piccola, non camminare affatto

Pescatrice, pescatrice, lei adesca tra le pareti dei caseggiati

Non vuole i ragazzi dell’angolo, non hanno soldi e sono così facili

Le ho detto “Hey, baby, non vuoi prendere la mia mano, fatti una camminata con me per Broadway?

Coraggio, mama, attaccati al mio braccio e vieni con me per Brodway”

Sono un giovane, parlo a voce alta

Sì, piccola, cammino davvero orgoglioso con te

Perciò scuotitela di dosso, perciò scuotiti di dosso la tua vita di strada

Scrollati di dosso la tua vita di città

Salta sul treno, e salta sul treno della notte

Saltaci sopra, salta sopra il treno”

Ma io so che non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

No, non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

No, non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

No, non prenderà quel treno, no, non prenderà quel treno

Teme che quei binari la possano rallentare

E che quando si girerà questo ragazzo sarà sparito

Lontano, a volte devi solo andare avanti, avanti

Hei vibrafonista, hei jazzista, suonatemi la vostra serenata

Un po’ più triste e la suonerete nella vostra tomba

Risparmiate le vostre note, non sprecartele per quei ragazzi tristi

Risparmiate le vostre note, non sprecartele per quel bel ragazzo sveglio

Andate con le note che rintoccano dalla chiesa, il vibrafonista batte su un bidone dei rifiuti

E ascoltate il vostro spacciatore

Ascoltate il vostro spacciatore

Ascoltate il vostro spacciatore

Sta cantando, cantando, cantando, cantando

Tutto vestito di seta, cammina oltre il vicolo

Sta cantando, cantando, cantando

4TH OF JULY, ASBURY PARK (SANDY)

4TH OF JULY, ASBURY PARK (SANDY)

4TH OF JULY, ASBURY PARK – SANDY (THE WILD, THE INNOCENT & THE E STREET SHUFFLE), PERLE DI BRUCE SPRINGSTEEN, RECENSIONE CON TRADUZIONE

Asbury Park, New Jersey. Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta divenne una delle migliori località costiere del New Jersey, con un forte flusso di turisti provenienti anche da New York, oltre che dall’entroterra dello Stato Giardino. Le cronache raccontano anche di una ricca scena musicale, che trovò sfogo negli istituzionali Paramount Theatre e Convention Hall, ma anche in tanti locali privati, tra cui i mitici Upstage e Student’s Prince (lo Stone Pony aprirà solo nel 1974). Poi, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta le crisi economiche e gli scontri razziali, che misero a ferro e fuoco la zona ovest della cittadina, causarono il suo declino turistico e la fine dell’antico splendore.

Fu proprio lì e allora, però, che da quelle strade si levò nel firmamento del rock un giovane cantautore e chitarrista: Bruce Springsteen. Lui veniva da Freehold, nell’entroterra, ma elesse Asbury Park a sua patria musicale. Alla cittadina del Jersey Shore dedicò esplicitamente non solo il titolo del suo primo album (Greetings From Asbury Park, New Jersey) ma anche una canzone del suo secondo album, questa 4th Of July, Asbury Park, meglio nota con il sottotitolo di Sandy.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Sandy è una dolcissima ballata che, pur mettendo in evidenza la decadenza del luogo springsteeniano per eccellenza (al punto che il protagonista invita la sua Sandy di andarsene), paradossalmente contribuirà a riportare un alone di magia su Asbury Park, che entra nella storia musicale. È il Giorno dell’Indipendenza di uno di quegli anni disastrati, piena estate, e nella cittadina i giovani affrontano il loro tran tran notturno. Il casinò, le macchinette delle sale da gioco, il luna park, i gruppi di ragazzine da rimorchiare. Una specie di paese dei balocchi che prova a nascondere sotto il tappeto i grossi problemi che la città sta vivendo. Nei primi versi infatti Bruce parla di “facce impietrite, rimaste arenate in questo 4 di luglio.” È una “vita da carnevale”, quasi che le comparse di questo angolo di provincia faccia parte di uno spettacolo, ognuno con il proprio ruolo, ognuno con il proprio destino segnato. E il faro di Asbury Park illumina questa “boardwalk life”, la vita trascorsa giorno dopo giorno, notte dopo notte, sulla passeggiata che costeggia la spiaggia.

Il pittore Springsteen disegna un grande affresco

La grandezza di questa canzone risiede in tanti aspetti. Uno di questi è sicuramente la dovizia di particolari nella descrizione dei personaggi. Ci sono “amanti occasionali, così veloci, brillanti e affilati” (il termine switchblade significa letteralmente serramanico e richiama i coltelli a chiusura automatica tanto in uso nelle gang di allora). Ci sono i ragazzi con la brillantina, con le camicie aperte, che ci provano con le stupide ragazzine di New York o con le ragazze in uscita dalla fabbrica, ma finiscono la loro nottata a dormire sulla spiaggia. Ci sono i ragazzi con i tacchi alti e la pelle bianca, che vivono di notte e rifuggono come vampiri la luce del sole. Ci sono le bande di motociclisti (The Angels) che vanno e vengono con le loro splendide Harley Davidson e, loro sì, riescono a rimorchiare le ragazze, portandole a fare l’amore sulla Kokomo. E infine c’è Madame Marie, la vecchia veggente sulla passeggiata, che viene fermata dalla polizia perché sa indicare ai ragazzi ciò che li aspetta meglio di quanto sappiano fare le autorità. Un insieme di personaggi che popolano una cittadina che sta faticosamente sopravvivendo, nel rimpianto di tempi gloriosi.

Il prologo di Born To Run e Thunder Road

In questa situazione decadente il protagonista chiede a Sandy di festeggiare il Giorno dell’Indipendenza con lui, andandosene da lì. Le promette l’unica cosa che è in grado di darle: l’amore. “Amami stasera e ti prometto che ti amerò per sempre” sospira il ragazzo. Non sa se manterrà quella promessa, ma ci crede e vuole provarci.

Sandy è senza dubbio la pioniera del tema della fuga, che verrà trattato in tutta la sua epicità nelle successive Born To Run e Thunder Road. Ma, mentre Born To Run è la fuga dalla strada e da “macchine da suicidio”, Thunder Road sembra rappresentare il vero sequel di Sandy. Quest’ultima ci presenta la situazione e si chiude con la proposta del protagonista alla ragazza di andarsene, Thunder Road è invece il momento successivo in cui Sandy, che ora si chiama Mary, è invitata a salire in macchina perché è ormai ora di partire da quella città di perdenti per vincere. Perdenti che non sono altro che i personaggi descritti in Sandy, che rimarranno nella decadenza di Asbury Park a condurre la loro “boardwalk life“.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

La differenza tra Sandy e i due successivi capolavori sta nel musica. Mentre Born To Run e Thunder Road premono l’acceleratore su ritmi veloci e un sound rock, Sandy è un piccolo gioiello, una ballata acustica impreziosita dal forte elemento folk della fisarmonica di Danny Federici, ma anche da spunti eclettici come la contromelodia sul canto con la chitarra elettrica e, nella terza e ultima strofa, l’onirica partitura su note alte del piano elettrico di David Sancious. Inoltre il sax di Clarence Clemons suona sulle note basse come strumento ritmico, in alcuni momenti a doppiare la parte di basso. Il ritornello, con quel sognante “Oh Sandy, the aurora is rising behind us…” è uno dei più cari ai fan springsteeniani di ogni epoca. Le versioni live invece hanno perso le parti melodiche di chitarra, mantenendo la centralità della fisarmonica e del pianoforte. Roy Bittan ne eseguirà una partitura diversa da quella di Sancious, utilizzando il pianoforte acustico e insistendo sulle ottave più alte della tastiera.

Curiosità

Della canzone fu incisa una versione dagli Hollies, band inglese capitanata da Allan Clarke. Questa versione, molto più pop e scanzonata dell’originale al punto da toglierle l’amarezza di fondo che la caratterizza nella versione springsteeniana, fu incisa nel 1974 e inclusa nell’album del 1975 Another Night.

Avendone la possibilità, è consigliabile prima o poi fare un viaggio ad Asbury Park. Chi lo ha fatto può testimoniare che, appena messo il piede sul boardwalk, viene in mente Sandy e viene, irrefrenabile, la voglia di risentirla e di cantarla. La città, per fortuna, si è ripresa ed è stata rilanciata, ma molti dei luoghi descritti sono ancora lì, seppur per gran parte in disuso, come le arcades, il casinò e il casottino di Madame Marie.

TRADUZIONE – 4 DI LUGLIO, ASBURY PARK (SANDY)

 

Sandy, i fuochi d’artificio brillano sopra Little Eden stanotte

Forzando una luce tutte quelle facce impietrite, rimaste arenate in questo 4 di luglio

Giù in città il circuito è pieno di amanti occasionali, così veloci, così brillanti, così affilati

E i maghi si esibiscono giù a Pinball Way lungo la passeggiata fino a tarda sera

E i ragazzi del casinò ballano con le camicie aperte, come latin lovers lungo la spiaggia

Provandoci con quelle sciocche ragazzine di New York.

 

Sandy, l’aurora si sta alzando dietro di noi, il farò illumina la nostra vita da carnevale per sempre

Amami stanotte, perché potrei non rivederti più, Hey, piccola Sandy

 

Ora, i ragazzi con la brillantina vagabondano per queste strade o si mettono nei guai cercando di dormire in spiaggia tutta la notte

Quei ragazzi con i tacchi alti, oh Sandy, la loro pelle è così chiara

E io, io mi sono stufato di bighellonare in quelle polverose sale e di dare colpi a quelle macchine da gioco

Di provarci con le ragazze della fabbrica sotto la passeggiata, dove ti promettono che si slacceranno i jeans

E sai quella giostra al ritrovo sulla spiaggia a sud

La scorsa notte ci sono andato e la mia camicia è rimasta impigliata

E quella leva continuava a farmi girare vorticosamente, pensavo che non ne sarei più uscito

 

Sandy, l’aurora si sta alzando dietro di noi

Il faro illumina la nostra vita di carnevale sull’acqua

Correvo giù alla spiaggia di notte con la figlia del mio capo

Beh, non è più il mio capo adesso, Sandy

 

Sandy, gli Angeli hanno perso il loro desiderio per noi

Ho parlato con loro l’altra notte e mi hanno detto che loro non si metteranno più sul fuoco per noi

D’estate, quando arriva il caldo, loro percorrono quella strada giù dal paradiso

Sulle loro Harley, vanno e vengono

E li puoi vedere vestiti come divi in tutti quei piccoli locali a buon mercato lungo la spiaggia

Mentre fanno l’amore con le loro piccole sulla Kokomo

Alla fine i poliziotti hanno arrestato Madame Marie, perché leggeva il futuro meglio di quanto sapessero fare loro

Questa vita da spiaggia per me è finita,

Sai, dovresti cambiare aria anche tu

 

Sandy, l’aurora si sta alzando dietro di noi

Il farò illumina la nostra vita da carnevale per sempre

Oh, amami stanotte e ti prometto che ti amerò per sempre